mercoledì 28 marzo 2007

C’era una volta

C’era una volta, in un tempo non molto lontano, un re.
Era un re speciale. Di tutti i gatti del paese, era il re. Rosso, era il suo nome e il colore della sua coda.
Fiero e lucido, era rispettato da tutti i suoi amici e dalle amiche era ammirato e sognato.

Un giorno, mentre passeggiava tranquillo lungo il fiume, uscito per sgranchirsi un po’ le sue quattro zampe lunghe, si fermò per un attimo a riflettere e decise che non aveva più voglia di vivere solo; voleva un padroncino.
Si sarebbe addormentato arrotolandosi ai suoi piedi e, al mattino, sarebbe balzato cheto cheto vicino per leccargli la manina, rimasta fuori dalle coperte e, così, svegliarlo.
Avrebbero bevuto insieme il latte e, al suo rientro, avrebbero giocato rotolandosi sul tappeto.
Così, iniziò la sua ricerca.

Si alzò di primissimo mattino e si mise in cammino.
Si allontanò pian piano dal paese e lasciò dietro di sé, nel sonno più profondo, gli amici cullati dal fruscio dell’acqua che scivolava nel suo letto.
Attraversò tutti i campi, saltellando veloce per non affondare le zampette nelle zolle di terra fresca, ancora vestite da notte con la brina luccicante sotto il riflesso del cielo stellato.
Qualche bruco, avvistato Rosso in avvicinamento, lesto lesto tornava a imbucarsi nella terra calda, sotto sotto.

Finalmente, balzando oltre il fosso, arrivò sulla strada. L‘attraversò calpestandola con le zampe vestite di calzini pesanti di terra e fango.
S’infilò poi dentro un giardino, strofinandosi addosso ad una piccola bicicletta gialla lì sdraiata. Era il più bel giardino della casa più bella. Bianca, con tante finestre verdi ed un grande portone rosso.
Ai piedi della porta, ritto, fermo e vigile, un gatto faceva la guardia, tutto bianco con dei pallini rossi e sul collare, dipinto, il suo nome.

“Ma nonno!” – fece Andrea, ancora sveglio e attento – “ è Bianchina, la mia gatta! E la bicicletta gialla è la mia!!”
Sorrisi e accarezzai il suo viso tondo.
La porta si aprì di uno spiraglio e in un attimo il gatto balzò sul letto.
“Nonno, guarda! E’ entrato ma non ha le zampe sporche come nella storia!?!”
“Già, tesoro. Nella storia. In un tempo non molto lontano.”

Giacometta Battisti
Input: Proverbio - Una volta qui c’erano solo campi.

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