mercoledì 14 marzo 2007

Riflessioni

Ormai sono vecchio, traballo quando cammino e se sto troppo seduto quando mi alzo è come se dovessi scalare una montagna ripida e ostile. Mi danno mezza pasticca al giorno per la pressione, insomma sono nelle condizioni di tutti i vecchi ma non mi voglio lamentare, c’è chi non ci arriva alla mia età.
Mio fratello per esempio. Siamo nati lo stesso giorno e abbiamo vissuto sempre insieme. Lui era più alto e slanciato di me, aveva un bel portamento, era sempre gentile e premuroso, ubbidiente e docile. Non quando si trattava di mangiare però, in quei momenti non guardava in faccia a nessuno e guai a disturbarlo, si girava e ti guardava con un sogghigno che avrebbe fatto paura anche al più nero degli orchi. Un giorno d’estate se n’è andato, il suo fisico non ha retto ai medicinali presi per combattere il suo male. Io invece, sono sempre stato più massiccio, un po’ più tarchiato direi, e totalmente privo della sua grazia. Ho sempre seguito l’istinto più che la ragione e a volte per questo ne ho combinate delle belle. Ma mio fratello mi voleva bene lo stesso e si univa sempre alle mie scorribande. Ne abbiamo anche prese tante, uniti nei momenti più difficili sapendo che dopo sarebbero arrivate comunque le carezze.
In fin dei conti siamo stati desiderati e trattati bene, non ci hanno mai negato una pasto al giorno e soprattutto siamo sempre stati liberi di vivere in libertà, all’aria aperta. Quanto ci siamo rincorsi in mezzo alla campagna! Fino a perdere il fiato e a giacere stremati nell’erba tagliata di fresco nei pomeriggi d’estate.
E’ stato bello trascorrere insieme la nostra vita, ci siamo fatti compagnia nelle giornate uggiose e ci siamo divertiti nelle giornate di sole. Non siamo mai stati in competizione, abbiamo ricevuto carezze e coccole in egual misura, anche se io forse ero più restio a concedermi per il mio carattere burbero e spesso mi sono isolato volontariamente.
E ora ecco che sono solo, trascino il mio vecchio corpo tutto il giorno da una parte all’altra, alla ricerca di un angolino tranquillo e comodo. Mi raggomitolo su me stesso e osservo il mondo che mi circonda.
Sembra sempre tutto uguale, ma in realtà anche loro sono cambiati. Le bimbe sono cresciute e ci sono altre bimbe al loro posto. E’ la natura! Mi dispiace di non aver più l’energia di una volta, quando sento arrivare la macchina, mi alzo di scatto come un tempo e l’istinto è quello di corrergli incontro. Qualche volta ce la faccio, la maggior parte delle volte però devo fare i conti con la lentezza con cui le informazioni che partono dal mio cervello arrivano al resto del mio corpo, e allora lo scatto muore sul nascere. Ma io non gliela do vinta a questa vecchia carcassa che mi vuole rendere tutto difficile, mi concentro e mi avvio scodinzolando a ricevere affetto e calore come un tempo, come sempre.
Ho la mia età ma sono ancora sveglio, ogni giorno faccio il solito giro e controllo che non ci sia niente di strano, guardo con diffidenza le persone che non conosco, non si sa mai. Quando ho finito guadagno il mio angolo preferito e mi siedo ad ascoltare. Ah, quanti ne ho sentiti di discorsi! Potrei scrivere un libro farcito di storie di vita vissuta e sicuramente avrebbe successo perché il mio punto di vista non l’ha mai considerato nessuno. A volte mi piacerebbe intervenire in certi discorsi per dire la mia, per non essere solo una presenza che scalda l’ambiente, o qualcuno a cui scompigliare il pelo. Io abbaio ma loro non mi capiscono e quando rispondo a distanza ai miei compagni dei poderi vicini, mi chiedono perché abbaio. Ho diritto di dire la mia ogni tanto!
Ma sì, in fin dei conti sono stato e sto bene e non cambierei con nessun’altra la mia vita da cani!

Cristiana Belcari
Input: Punto di vista alternativo

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